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La Giornata - 31 Dicembre 2011

Lunedì 02 Gennaio 2012 22:08 Lo Staff
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(“Il Punto” – 31 dicembre 2011 )

Il Guastafeste

L’INTERVISTA/ FRANCESCO BARBATO

Ha attirato su di se le ire di tutto il Parlamento dopo aver ripreso, e poi fatto trasmettere, le immagini di suoi colleghi che confessavano di essere incollati alla poltrona per tornaconto personale. Ma Francesco Barbato non si scompone: «Per fermarmi devono bruciarmi vivo».

di GIORGIO VELARDI

Tutti contro uno, uno contro tutti. Il deputato dell’Idv Francesco Barbato è riuscito a mettere d’accordo i nemici storici della politica italiana, compresa l’opposizione leghista, dopo essersi travestito da 007 ed aver ripreso le confessioni-shock di alcuni colleghi, poi andate in onda nel programma Gli Intoccabili de La7. «Dobbiamo lasciarci alle spalle una politica maleodorante e consociativa che oggi Pd-Pdl e Terzo Polo stanno praticando», dichiara al Punto.

Onorevole, per una volta è riuscito a mettere d’accordo tutti: destra, sinistra, centro. Pure la Lega. Le chiedo: sta bene? Qualcuno (Massimo Vannucci del Pd, ndr) è arrivato a dire che le romperebbe volentieri la testa.

«Le reazioni di Vannucci e Vaccaro del Pd o di Crosetto (Pdl) rappresentano quella politica distante dai cittadini e che si irrita se ne metti in discussione vizi e privilegi piuttosto che correggersi. Sto benissimo e come il mio più illustre conterraneo, il nolano Giordano Bruno, devono solo bruciarmi vivo per fermarmi».

Cosa l’ha spinta a filmare i suoi colleghi e a fare in modo che le loro testimonianze fossero poi rese pubbliche?

«Quando sono in Parlamento svolgo una funzione pubblica e quindi da pubblico ufficiale per servire autenticamente lo Stato ho il dovere, da deputato della Repubblica, di denunciare pubblicamente illegalità, soprusi e privilegi per ragioni etico-morali».

Però Razzi e Scilipoti in Parlamento li avete portati voi.

«L’attuale sistema elettorale è altamente tossico per i cittadini. Affida a 5 capi decidere chi va in Parlamento e uno di questi 5 – ossia Di Pietro – portò anche Scilipoti e Razzi che, tra l’altro, da dieci anni facevano sana attività di partito. Poi, sa com’è, la carne umana è debole, e su questa fragilità ha giocato il sistema di compravendita dell’ex premier».

Sorprendono due cose. La prima: il fuoco amico. Il suo collega di partito Cimadoro, cognato di Di Pietro, l’ha definita «un infame». Ha aggiunto altro, ma è meglio non ripetere.

«Non intendo trascendere né replicare come per altre provocazioni. Sa, è questione di stile! Ma deve chiedere a Di Pietro, nella qualità di Presidente Idv, perché il cognato ha questa “linea politica”, chiamiamola così».

La seconda: sembra un paradosso, ma lei denuncia le irregolarità – violando il regolamento, ma per questo sarà giudicato – ed è l’unico ad essere attaccato. Qualcuno le ha mostrato solidarietà?

«I cittadini per strada o sulla rete non solo solidarizzano, ma mi spingono ad andare avanti. “Coraggio, finalmente un politico che è con noi!”: questa è la frase più ricorrente che mi rivolgono in questi giorni gli italiani».

Ha ricusato i questori che devono giudicarla perché, ha dichiarato, «hanno un interesse nei miei confronti». Ha filmato pure i loro appartamenti di servizio. Che ha scoperto?

«I deputati-questori godono di privilegi. Chi meno – beneficiando solo della disponibilità di un meraviglioso appartamento nel cuore di Roma, pagato dalla Camera dei Deputati e quindi dai cittadini – chi esageratamente e sfrontatamente, ricevendo pure pranzi, catering, per loro ed anche per ospiti in feste, servizi di lavanderia, pulizia, fiori per gli interni e per il giardino pensile con vista panoramica su Roma. E tutto gratis! E dire che hanno chiesto agli italiani la tassa dell’Imu sulla prima casa, mentre a loro vanno concessioni senza conoscere Ici-Imu, o un qualsiasi fitto da pagare. Le pare che questa casta possa processarmi e giudicarmi perché sto tirando fuori i loro vantaggi e gli sprechi della politica?».

Ha qualche altro asso nella manica?

«Non ho assi nella manica, continuerò a fare il mio dovere di deputato per i cittadini, anche infrangendo quel principio vigente in Parlamento, ovvero “cane non morde cane”».

Voltiamo pagina. L’Italia dei valori ha detto no alla manovra del Governo Monti. Cosa non vi ha convinto?

«Abbiamo votato il Governo-Monti perché ha “usato” parole d’ordine come equità, rigore e sviluppo, che sono quelle nelle corde dell’Idv. Ma, nei fatti, la manovra colpisce il popolo nel senso più ampio di ceti sociali medi e bassi che rappresentano l’80% degli italiani. Mentre avrebbe dovuto rivolgersi ad un’èlite, che avevamo individuato come soggetti che in questo momento potevano e dovevano dare per allineare i conti dello Stato – evasori noti e nuovi, ricconi – a cui non cambia la vita con una patrimoniale o con il taglio dei costi della politica. Niente da fare! Ecco perché la manovra è “Salva Casta”, e noi intendiamo difendere gli italiani perbene e normali. Non sicuramente le varie caste che forse oggi si sentono anche più forti».

In una recente intervista al Punto, il leader dell’Idv Di Pietro ha detto: «Non siamo una dependance del Pd». Qual è il futuro politico dell’Italia dei Valori?

«Per l’Idv il futuro è aperto. Siamo stati l’unica opposizione con la schiena dritta per rimuovere difetti, vizi ed  inutilità del berlusconismo, abbiamo parallelamente costruito e proposto alternative di atti e fatti per essere nelle istituzioni al servizio del bene comune. Abbiamo e facciamo, ogni giorno, una politica per i cittadini e, pertanto, dobbiamo da subito porre agli italiani una posizione alternativa e di speranza con Di Pietro premier per lasciare definitivamente alle spalle una politica maleodorante e consociativa che oggi Pd-Pdl e Terzo Polo stanno praticando».

Pochi giorni fa ha chiesto un’interrogazione in VI Commissione riguardo l’operazione “Sòfia” (il tentativo di creare il Grande Centro, che avrebbe poi preso il potere, ndr). Cosa non le torna?

«I cosiddetti poteri forti di banchieri e grande industria, insomma quel capitalismo sfrenato abile a cancellare ogni tratto umano della politica, ha provato e prova ancora, secondo me, a mettere le mani sul potere, senza molti scrupoli per rimuovere assetti istituzionali e politici. Con la complicità più inaspettata di una certa Chiesa, per presentarsi con un apparente perbenismo e non far rilevare che, non riuscendo a compiere tali obiettivi con il consenso elettorale, si stanno percorrendo strade antidemocratiche».

A Libero, l’8 novembre scorso, ha rivelato: «Ho visto all’opera il diavolo». Parlava di Paolo Cirino Pomicino e delle sue telefonate. Sta tornando la Dc?

«Chi più è predisposto ad assecondare questo capitalismo sfrenato, disumano ed in salsa di cricca, sono ovviamente quei soggetti politici che da 30 anni sulla scena politica hanno solo contribuito a dissanguare lo Stato, con lo sproporzionato debito pubblico dell’Italia, iniziato negli anni ’80, che è la peggiore malattia che tormenta oggi il Paese e che purtroppo continuerà a gravare sulle attuali e future generazioni. Ecco perché il massimo della degenerazione partitocratica fatta di tessere e clientele, che una volta chiamavate Dc, oggi, cerca di riciclarsi nel cosiddetto Grande Centro, che comincia a muovere i primi passi col Terzo Polo. Non a caso ritornano in auge i vari Pomicino e De Mita, i dioscuri Casini e Mastella già abbracciati con Rutelli e Pisanu ma, giusto per essere novità con percorsi politici “appena trentennali”, vengono inclusi anche Fini, Scajola, e chi più ne ha ne metta. Insomma la palude ammazza-italiani è in corso, ed ho il sospetto che si presenti con la maschera del Governo Monti. L’Idv deve prendere, da subito, sempre più la pelle di una Lista Civica Nazionale per ridare un sogno agl’italiani: una politica per i cittadini».

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 16:39

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