Ex Cinema Palazzo: Il Messaggero ricorda la mia interrogazione parlamentare
Dal Messaggero 18/12/2011 pag.58
Cronaca di Roma
L’ INCHIESTA
Acquisiti documenti ai Monopoli,
al Comune e in Questura
L’ex cinema Palazzo raffica di perquisizioni
Accelera il secondo fronte dell’inchiesta sull’ex cinema Palazzo di San Lorenzo, occupato ad aprile dopo che la società privata Camene ha ottenuto la concessione per aprire proprio lì una sala giochi di «ultima generazione». Nei giorni scorsi, su indicazione della pm Maria Cordova, la polizia giudiziaria si è presentata negli Uffici dei Monopoli di Stato, del Comune di Roma e della Questura per acquisire tutta la documentazione relativa alle autorizzazioni ottenute dalla società. L’ipotesi che ci sia qualcosa di eccessivamente rapido nel come la Camene ha ottenuto la possibilità di avviare la sala giochi, è il principale cavallo di battaglia degli occupanti. Stando alla loro ricostruzione, ripresa da una interrogazione parlamentare di Francesco Barbato (Idv) le autorizzazioni dei Monopoli di Stato alla Camene non sono complete e di fatto non arrivano ad autorizzare i giochi da «quasi Casinò» previsti nel progetto. E quelle del Comune sarebbero parziali, tanto più che la sala giochi aprirebbe in un quartiere, San Lorenzo, già saturo di attività commerciali.
La Camene ha sempre respinto le accuse, sostenendo che il suo non sarà affatto un Casinò come invece sostengono i contestatori: «La Camene Spa intende realizzare nell’ex Cinema Palazzo una sala polifunzionale che sia uno spazio multiforme e multiculturale che unisce le varie anime del quartiere San Lorenzo», si legge sul loro sito www.cinemapalazzo.it. E,contemporaneamente , si è rivolta al giudice del tribunale civile Nicola Saracino, chiedendo di essere reintegrata nel possesso dell’immobile regolarmente affittato( le parti, compresi gli occupanti, hanno tempo fino al 23 gennaio per presentare le memorie, quindi deciderà il giudice).
L’inchiesta per l’occupazione dello spazio è comunque di fatto conclusa, con cinque indagati tra i quali l’attrice Sabina Guzzanti, accusati di invasione di terreni o edifici. Lunedì scorso, i vigili urbani della capitale si erano presentati all’ingresso di quella che oggi è chiamata «Sala Vittorio Arrigoni»per eseguire l’ordinanza di sequestro – e quindi di sgombero – firmata dal gip Adele Rando. E solo il tam tam lanciato su Twitter dalla stessa Guzzanti ha impedito che lo spazio fosse effettivamente liberato. Si sa già, però, che nei prossimi giorni sarà dato il via ad un nuovo tentativo. E per il dopo sgombero è stato già identificato un custode dell’immobile, il commercialista Paolo Lupi. (Sa. Men)
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