ULTIM'ORA
- Loading...
Il curriculum politico di Franco Barbato
Dal 1985 al 1991 Consigliere dell’opposizione al comune di Camposano per il PSI di corrente lombardiana con funzione di revisore dei conti per due volte.
Nel 1988 entra nel Comitato dei Garanti dell’USL 28 di Nola -organismo eletto dai consigli comunali dell’Unità Sanitaria- e nel 1992 diventa membro della Conferenza dei Sindaci che lo sostituisce. In questo ruolo di distingue per la lotta contro gli sprechi e l’opposizione al discutibile operato del Comitato di Gestione, destinato ad affondare nella voragine di Tangentopoli.
È eletto sindaco agli inizi del 1992 sull’onda di Mani Pulite.
Il 25 settembre 1993 inaugura il nuovo municipio al cui ingresso appone una targa commemorativa dedicata ai giudici antimafia Falcone e Borsellino. Alla manifestazione invita oltre al Vescovo di Nola, esponenti importanti della magistratura napoletana.
Alla fine del 1993 è costretto alle dimissioni, anche in seguito a un attentato subito. Rieletto Sindaco l’anno successivo, avvia azioni concrete di rinnovamento per il suo Comune. Attiva la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nel 1997 e provvede con la sua amministrazione alla costruzione delle nuove case popolari e ad un ammodernamento delle strutture scolastiche del paese.
La buona politica e il rispetto delle regole producono sul territorio un miglioramento dei servizi e una provata riduzione della pressione dei tributi sulla cittadinanza a dimostrazione che “la legalità è convenienza per i cittadini.”
Nel 1994 è eletto vicepresidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per la Campania. In epoca non sospetta affronta la questione degli eccessivi costi della politica spingendo per un taglio degli emolumenti proprio a partire dagli stessi componenti dell’Associazione.
Delegato dell’ANCI alle politiche comunitarie, guida nel 1996 una rappresentanza di sindaci campani a Bruxelles presso la Commissione Europea per approfondire le opportunità di paternariato tra i Comuni Campani e l’UE.
Nel 1997 promuove la costituzione del Comitato di Difesa della Legalità, che presenta al Circolo della Stampa di Napoli il 4 aprile 1997, con il supporto di relatori quali Paolo Mancuso, coordinatore del pool anticamorra di Napoli, Elio Veltri, coordinamento di Democrazia e Legalità, Ermanno Corsi, presidente dell’Ordine dei giornalisti e Paolo De Feo, presidente Unione Industriali di Napoli. Questo forte impegno, che gli vale l’appellativo di Sindaco anticamorra da parte della stampa, lo consegna ad una vita blindata e sotto scorta.
Nel 1996 partecipa alla realizzazione presso la Reggia di Caserta della Ia Conferenza Regionale tra Enti Locali e Regione Campania.
Quando Bossi minaccia la secessione (1997), Franco Barbato organizza a Camposano una manifestazione di carattere regionale a sostegno dell’Unità d’Italia.
Nel 1997 è invitato a partecipare ad un incontro presso l’Università di Castellanza, promosso da Antonio Di Pietro, preliminare rispetto all’entrata in politica di quest’ultimo. Si trova quindi l’anno successivo a San Sepolcro nel gruppo dei fondatori de L’Italia dei Valori.
Al 1998 risale la lettera di critica indirizzata all’allora Ministro dell’Interno Giorgio Napolitano per aver contratto solo con Bassolino, sindaco di Napoli, il Patto per la legalità, ignorando così la provincia ed il casertano. A seguito di questa presa di posizione il Prefetto Romano convoca il I° Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica Itinerante presso il Comune di Camposano, aperto ai Sindaci dell’alto nolano.
Sempre nel 1998 si presenta alle amministrative con la Lista Civica "Lavoro e Legalità" sfidando la vecchia classe politica e i suoi meccanismi trasformisti che avevano dato vita a un listone unico che comprendeva tutti i partiti, di destra e sinistra, senza più distinzioni né ideologiche né programmatiche.
Nel 1999 in occasione del congresso di Catania viene eletto consigliere nazionale dell’ANCI e inizia a mettere in rete, in un livello nazionale, tutti gli amministratori civici.
Insieme a Roberto Alagna, consigliere regionale civico del Lazio, fonda a Roma nel 2003 il Governo Civico che collega orizzontalmente tutte le liste civiche italiane.
È tra i promotori e sottoscrittori del Manifesto per la riforma della politica (primavera 2007) insieme a Beppe Grillo, Marco Travaglio, Pancho Pardi, Dario Fo, Elio Veltri, Oliviero Beha, Franca Rame, Roberto Alagna, Gianni Barbaceto, Anna Cinquegrane, Lidia Ravera.
Il 6 ottobre 2007 partecipa al lancio, in Piazza Farnese a Roma della Lista Civica Nazionale in una manifestazione dal titolo "Dal V-Day alla LISTA CIVICA NAZIONALE".
Nel convegno dal titolo "Il Sud che non ha paura", realizzato con la partecipazione di Marco Travaglio ed Elio Veltri il 21 dicembre 2007 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, coordina e promuove in Campania la Lista Civica Nazionale. Il Convegno riscuote un enorme successo di pubblico, giovani, amministratori civici, associazioni, movimenti e liste civiche sono tutti rappresentati. Le facce pulite della nuova azione politica hanno trovato una casa comune.
D’accordo con gli altri componenti del Coordinamento della Lista Civica nazionale, il 9 febbraio 2008 decide a Roma di prendere parte alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, in apparentamento con l’Idv, per poter dar voce a tutti i livelli, compreso quello Parlamentare, al mondo civico.
Napoli, 21 Marzo 2008
| < Prec. |
|---|
I Video piu' visti





































