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"Pasqualino segnalava tutti, che male c'è?" Nel paese del geometra al centro dell'indagine romana. In piazza lo difendono: non si è arricchito, ha fatto solo del bene 19 LUGLIO 2010 Repubblica - Napoli
"Sto cercando i cappucci neri a casa. Ma non li trovo". Gianfranco Lombardi, figlio di Pasquale, l'uomo che sussurrava ai giudici nelle intercettazioni dell'inchiesta sulla presunta P3, raccoglie la solidarietà di un compaesano che sulla maglia ha lo stemma di Casapound Italia: "L'hanno usato come capro espiatorio", e aggiunge: "Con l'associazione stiamo per fare un giornale regionale, gli posso fare un'intervista per riabilitarlo". Gianfranco ringrazia. "Devo dare la priorità alla sua salute. È stato operato a Natale, se non si cura è tutto inutile". Sul citofono della vecchia palazzina di famiglia, di fianco al palazzo ducale di Cervinara, nella piazza più suggestiva del paese della Valle Caudina, sul campanello il biglietto da visita del padre dice: Pasquale Lombardi, giudice tributario. "Parlate con l'avvocato di papà, lui ha smontato le accuse, solo un'alchimia giudiziaria. Il linciaggio dei media fa star male mia madre e noi figli non dormiamo la notte. Io devo mettere in atto gli insegnamenti che ci ha dato: l'onestà innanzitutto e poi avere fede nella magistratura". A mezzogiorno i cervinaresi escono dalla chiesa del Carmine in piazza Trèscina, sfregiata da un recupero post-terremoto dell'80 che fa tremare le vene dei polsi. Non sta meglio la facciata attigua, il municipio, in finti mattoni rossi e colonne di cemento che sostituì il garbo antico dell'originale. Un obbrobrio dell'era di Lombardi sindaco (1994-98). In piazza la sezione del Pd è sullo stesso marciapiedi di quella dell'Udc. Due gli "acquartieramenti" del Pdl: nella frazione di Ferrari, il pro-Berlusconi Lombardi, che vive lì con la moglie Maria Picca, per il portamento chiamata dai cervinaresi "la contessa". In un'altra delle undici frazioni del paese, in via Rettifilo, sta invece la casa del tremontiano di ferro Marco Milanese, figlio di un maestro elementare che scrive libri di storia locale. A Milanese, folgorante carriera da dipendente delle imposte a braccio destro del ministro dell'Economia, il paese non perdona la mancata comunicazione dei passaggi intermedi. Al bar si leggono i giornali sotto un sole impietoso, nella caligine che sfuma il profilo rugoso del monte Taburno. "È stato uno choc, non pensavamo che Pasqualino restasse in carcere". È strenua la difesa dell'ex sindaco geometra, figlio di un fotografo, che da segretario di scuola media e arbitro di calcio per passione è diventato interlocutore delle alte cariche dello Stato. "Lombardi è uno che ha fatto del bene a tutti". In che senso? "Quando gli altri favorivano le loro clientele, lui non rifiutava una mano a nessuno. Dopo il terremoto per la ricostruzione ci proponevano i casalesi. Ma lui ha evitato, preferiva che il lavoro andasse ai paesani". Il successore di Lombardi, Franco Cioffi, sindaco per 14 anni e tre mandati fino al marzo scorso, sostiene però che l'uomo della giustizia "era aperto a qualsiasi segnalazione e sempre a disposizione della gente. Anche se non sempre con esito positivo". Quale vantaggio ha ricavato da quest'attività? "Gli è sempre piaciuto stare in mezzo". Ogni mercoledì a Roma. "Ma non per sistemare i figli, come fanno tanti - osserva uno studente in giurisprudenza in difesa dell'ex sindaco - Non mi risulta che si sia arricchito. Ha solo la casa dove vive". Cioffi, un penalista che è stato democristiano e amico di Nicola Mancino proprio come Lombardi, dopo aver guadato l'intero arco parlamentare, ora è nel Pd. "Forse Pasquale è andato oltre - dice l'altro ex sindaco - per la sua vocazione alle pubbliche relazioni". Ma i rapporti con i magistrati? "Li ha sempre avuti, un suo zio, il dottor Faraone, era procuratore di Benevento. Una sera, tornato da Roma, disse: "Abbiamo fatto il presidente della Corte d'Appello". Non ci credette nessuno, diceva spesso così. Questa volta forse voleva farsi bello con il Pdl". Invece, secondo quanto emerge dalle indagini, la nomina di Alfonso Marra andò in porto anche grazie all'intervento di Lombardi. Carboni è mai venuto a Cervinara? "Mai. Niente passava da qui. Pasquale conosceva tutti ai convegni che organizzava. Una volta ne ha fatto uno pure qui in paese. Gli è sempre piaciuto essere amico di tutti. Ma raffigurarlo come uno pseudocriminale, questo no". Cervinara, da regno di De Mita a patria di uomini di Forza Italia che parlano senza intermediari con i vertici dello Stato, ha dato i natali anche al magistrato Sergio Gallo, fino a pochi giorni or sono capo di gabinetto di Alemanno ("L'ho creato io", ha detto di lui Lombardi al deputato dell'Idv Franco Barbato che lo ha visitato in carcere) e al generale dell'aeronautica Franco Bianco, consigliere comunale a Napoli, a lungo presidente del gruppo regionale di Forza Italia, e ora vertice onorario della Protezione civile. Tante trame, ma il paese, colpito da una frana nel '99 i cui effetti sono ancora visibili, non corre per la nomina di "nuova Nusco". Non solo non ha avuto un maquillage, ma pare non gli tocchi neppure un paio di ciglia finte. "A Cervinara - commenta con un sorriso Cioffi - l'edilizia è ferma, l'Autorità di Bacino ha classificato tutta l'area ad alto rischio idrogeologico. Abbiamo una zona Asi che non ha mai attirato l'attenzione dei politici. Con Avella siamo stati epicentro della seconda scossa del terremoto in Irpinia, quella del febbraio '81. Ma neppure le 1500 pratiche presentate per ottenere i fondi della ristrutturazione della 219 sono andate a buon fine, a Cervinara". di STELLA CERVASIO |